COVID-19: gli eventi non si fermano ma si riorganizzano!

COVID-19 evento in streaming

Il mondo dello spettacolo è stato tra i primi comparti produttivi del nostro paese a fermarsi davanti alla pandemia globale di Coronavirus.
Un intero comparto lavorativo, che produce il 10% del Pil nazionale, è rimasto completamente fermo.
In questo periodo di fermo il team di Stea Soc. Coop. ha aderito al Forum Arte e Spettacolo (FAS) l’associazione che ha come finalità la rappresentanza delle problematiche reali di coloro che operano in esso.

Si è fatta promotrice di Tavoli Tecnici con i membri dell’Associazione, al fine di formulare procedure condivisibili per una ripartenza consapevole e sostenibile sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della sicurezza dell’evento stesso.

A questi Tavoli Tecnici hanno partecipato 47 membri rappresentanti di Teatri, Spazi indoor, Promoter, Manager, Booking, Locali Musica dal vivo (Arci e Keep On), Professionisti della Sicurezza, Progettisti, Direttori di Produzione, Tecnici, Operatori Professionali, Associazioni, Cooperative e Festival.

Sono stati 8 appuntamenti nel quale ci si è confrontati sull’apertura delle diverse tipologie di evento:

Tavolo 1) Piccoli eventi outdoor: fino a capienza 1000 in regime pre-covid
Tavolo 2) Grandi eventi outdoor: capienza oltre i 1000 in regime pre-covid
Tavolo 3) Gestione venue indoor predisposte: Teatri e locali già predisposti con sedute (es. sale conferenze, hall, ecc.)
Tavolo 4) Gestione venue indoor non predisposte: locali, padiglioni fieristici, club suddivisi in piccoli-piccolissimi e medie-grandi dimensioni

 

Con la pubblicazione del DPCM del 17 maggio, il Governo ha previsto una serie di protocolli – tra cui quello per la ripresa dello spettacolo dal 15 giugno – ponendo grandi limiti con il risultato che la riapertura è economicamente NON sostenibile.

Per la sostenibilità economica e quindi l’organizzazione di eventi e la sopravvivenza della filiera culturale degli eventi, si è intrapreso, insieme ad altre Associazioni di categoria, un confronto collaborativo con Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, criticando aspramente la inattuabilità delle misure previste e proponendo soluzioni alternative.

Sono stati proposti 8 punti programmatici qui riassunti:
1) Eliminare il tetto massimo di 200 persone indoor e 1000 persone outdoor come limite massimo di capienza (è possibile gestire flussi e capienze maggiori in ragione di un’area adeguata e con una corretta gestione di flussi d’ingresso-uscita, e di mobilità negli spazi interni)

2) Eliminare il divieto di somministrazione (esiste una linea guida specifica per la ristorazione che può essere applicata anche all’eventistica, sia con gestione di aree separate rispetto all’evento e relativa gestione di prenotazione / somministrazione e gestione flussi, sia con aree predisposte – indoor e outdoor – per poter effettuare somministrazione / ristorazione in presenza di eventi). Senza la possibilità di effettuare questo servizio, molti eventi non sono economicamente sostenibili.

3) Introdurre il concetto di “nucleo di promiscuità” famigliare e professionale nella gestione dei lavoratori e di eventuali operatori artisti amatoriali e nella gestione del pubblico al fine di ottimizzare le capienze: due, tre, quattro persone possono sedere vicine ad un evento, senza distanziamento interpersonale (ma comunque con obbligo di mascherina) essendo già conviventi nella vita privata. Il concetto si può applicare nella ristorazione, nei teatri (esempio: vendita dei palchetti a nuclei famigliari, senza distanziamento con gestione del flusso da e per il palchetto) o negli eventi dal vivo (progettazione, sulla base delle prenotazioni / in fase di ticketing, degli spazi di platea).

4) Formale presenza di rappresentanze tecnico/organizzative nei tavoli di concertazione normativa per un approccio metodologico agli aspetti di sostenibilità economica e di riduzione sensibile di rischio contagio.

5) Elaborare e perseguire il concetto di “responsabilità civile personale” dello spettatore. All’organizzatore spetta il compito di perseguire le buone pratiche di organizzazione e di prevenzione del rischio anti-contagio elaborando quanto più possibile campagne di sensibilizzazione e informazione sugli obblighi di legge (e di buona pratica) dello spettatore stesso: utilizzo obbligatorio della mascherina, igienizzazione frequente delle mani, distanziamento sociale negli spazi comuni.

6) Elaborare sistemi di finanziamento pubblico e credito d’imposta dedicati agli organizzatori di eventi che mettano in pratica buone prassi di gestione sostenibile nell’organizzazione di eventi in qualunque contesto.

7) Evitare per quanto più possibile la discrezionalità alle Commissioni di Pubblica Vigilanza locali.

8) Valorizzare/estendere lo strumento di autocertificazione per permettere, assieme a un’integrazione del codice etico e deontologico del professionista, di garantire margini più ampi di movimento connessi a un’autonoma assunzione di responsabilità (che nei professionisti del comparto dovrà essere necessariamente più alta rispetto al pubblico) sui propri comportamenti quotidiani.

Accolti in parte con il DPCM del 11 giugno 2020 si è dato un barlume di speranza nella riapertura del settore spettacolo.
Bisogna ripartire e bisogna farlo per il pubblico, per i lavoratori dello spettacolo, per tutto l’indotto che i concerti generano, per gli alberghi e per tutte le attività commerciali che ne beneficiano. La cosa certa è che le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus impatteranno sulla grandezza degli eventi, senza intaccare però l’offerta artistica che sarà comunque sempre importante e di qualità. Sì agli eventi quindi, ma nell’osservanza delle regole stabilite.
La parola d’ordine, infatti, è sicurezza.
Amare il proprio territorio è un sentimento, positivo, ammirevole che però rimane astruso e vuoto di contenuti, se non lo sviluppi in azioni concrete.

Forum Arte Spettacolo

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